FIUME CALORE IRPINO
 

Ampiezza bacino (Km2)

3054

Lunghezza totale del fiume (km)

115

Lunghezza del fiume in territorio irpino

50

Quota sorgenti principali  (m s.l.m.)

800-1000

Province

Avellino,Benevento

N° comuni nel bacino idrografico irpino

15

 

Il Calore è l’affluente principale del Volturno; nasce dal Colle Finestra (versante settentrionale del massiccio carbonatico del monte Accellica, 1660 m s.m.l.), facente parte dei monti Picentini.

Il bacino idrografico complessivo è di circa 3054 Km2 ,mentre il bacino idrografico dei suoi affluenti ammonta a circa 1980 km2. Attraversa le province di Avellino e Benevento con un a lunghezza complessiva di circa 115km, di cui oltre 50 ricadenti in provincia di Avellino.

Il fiume possiede sorgenti perenni,con portata massima nei mesi di marzo ed aprile ed un periodo di magra nei mesi di agosto-settembre. La temperatura dell’acqua è compresa fra un minimo di 4-6 °C nei mesi invernale ed un massimo di 16-18°C nei mesi estivi. Nella profonda valle tettonica tra il monte Accellica ed il monte Terminio scaturiscono circa 70 piccole e medie sorgenti (0,5-5l/s) che , inizialmente confluenti in due grossi rami, si uniscono prima della località Varo della Spina, nel territorio di Montella. Il fiume,dopo aver percorso un tratto montano di circa 7 km ,in direzione SW-NE, descrive un’ampia curva con concavità rivolta a NE aggirando il centro urbano di Montella, e poi assume una prevalente direzione appenninica NW-SE, che conserva per vari kilometri attraversando la parte settentrionale della provincia di Avellino.Nel tratto medio basso il fiume rallenta la velocità delle sue acque, ricevendo affluenti  da destra, come i torrenti Chionzano , Remolise e Sorbitello, e  da sinistra come i torrenti Avella, Lacinolo, Fredane e il fiume Ufita (40 km con un bacino di 730km2 ). Infine, prima della confluenza con il Volturno, riceve le acque del fiume Sabato (60 km con un bacino di 387 km2) e del fiume Tammaro ( lungo 78 km e con un bacino di 673 km2).

Notevole è il problema del riassorbimento  dovuto al cambio di litologia, in quanto si passa velocemente da litotipi di natura carbonatica a depositi di copertura di fondo valle, relativamente poco permeabili.Questo fenomeno provoca nel tratto montano del fiume due punti di secca prima del comune di Montella  ; uno alla Cascata dei Fasci, dove si passa da circa 150 l/s durante il mese di giugno a 0,5 l/s nei mesi di settembre-ottobre in assenza di piogge; l’altro, poco prima del ponte della Lavandaia, che presenta spesso una notevole secca già nel mese di luglio.Alla permeabilità per fessurazione dell’alveo si è aggiunto negli ultimi anni un notevole accumulo di materiale alluvionale che ostacola il normale deflusso delle acque depapeurando la portata nel tratto medio-basso del fiume.

I territori che il fiume attraversa  nella nostra provincia, partendo dalle sorgenti fino al tratto inferiore, sono: Montella, Cassano Irpino, Nusco, Montemarano, Castelfranci,Castelvetere, paternopoli, S.Mango, Luogosano, Lapio,Taurasi, Montemiletto, Torre le Nocelle, Mirabella Eclano, Venticano. I comuni con maggiore densità di popolazione (240-260 abit./kmq)sono Mirabella e Castelfranci; le zone con minor densità di popolazione sono quelle prossime alle sorgenti ( 75-120 abit./kmq).

 

 (notizie tratte dalla Carta ittica della Provincia di Avellino – maggio 2004)